L’evoluzione dei controller Pt.2 – gli anni 2000

Lunghe sessioni di 83672

Entrambi i risultati sono stati impressionanti, ma Swift non ha vinto un titolo. Senza dubbio Swift giocherà nella coppia di eventi Deep e Steep in programma per il 18 novembre. I satelliti per questi grandi eventi garantiti sono disponibili, come ci si aspetterebbe da un outfit come Grosvenor.

Perkins rivela il dramma

Quali altre sorprese attendevano i giocatori al volgere del millennio? Vediamolo insieme in questo nuovo articolo a continuazione del primo che vi invitiamo a capire prima di questo. La generazione bit — la generazione X Sega, dopo il fallimento del Saturn in Nord-America ed Europa, era decisa a buttare una nuova macchina da gioco affinché spezzasse totalmente col passato e per farlo aveva bisogno anche di un controller che offrisse ai giocatori un nuovo modo di giocare i titoli SEGA. Il bianco controller del Dreamcast, che si rifaceva al 3D Pad del Saturn, non sembrava affatto un prodotto SEGA: la disposizione a sei tasti frontali fu abbandonata in agevolazione del layout a rombo, dunque insieme quattro colorati tasti frontali come PlayStation e Super Nintendo, ma con i classici trigger analogici del precedente pad. Tuttavia il nuovo controller per Dreamcast presentava anche due slot, quello diretto indicato per inserire la VMU, cioи una piccola memory card dotata di un piccolo schermo a cristalli liquidi; non tutti i giochi sfruttarono questa caratteristica molti giochi mostravano semplicemente il logo del gioco in esecuzione bensм altri invece, come Skies of Arcadia e Sonic Adventure 2, riuscirono a creare una sorta di interazione col gameplay in corso.

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